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Il primo da mandare a casa? Veltroni

Licenziamolo, mandiamolo in cassa integrazione, paghiamogli una vacanza, facciamo qualcosa per tenere fuori dalla politica il leader del PD Walter Veltroni. Sinceramente non ho mai visto un politico riuscire a combinare così tanti disastri in così poco tempo. Devo ammettere che è il migliore, nessuno nella storia ha raggiunto il suo livello di cazzate.

In meno di un anno è riuscito a contribuire alla caduta del governo Prodi (farle dopo le primarie no???), riuscire a non far entrare in parlamento la sinistra estrema, litigare con Di Pietro e far vincere Berlusconi e a fare una opposizione a dir poco ridicola permettendo una nuova lista di leggi vergogna. Ha fallito su tutta la linea ergo a casa!!!

Sul sito del Corriere della sera, oggi è presente un articolo in cui si può capire la scarsa intelligenza politica e non solo ( credo nella suo buona fede comuque) di Veltroni. Oggi l’Unità, giornale di sinistra e quindi che dovrebbe essere vicino alle idee politiche del leader del PD ha criticato (giustamente) Napolitano per aver firmato immadiatamente il lodo Alfano, che essendo palesemente incostituzionale doveva essere rimandato alle camere e non legittimato dal Quirinale. Fin qui tutto normale, solo che inizia a rilasciare dichiarazioni il genio dell’opposizione. L’articolo dell’Unità, attacca la maggioranza di destra e un suo provvedimento e quindi per quale benedetto motivo devi rilasciare dichiarazioni contro l’Unità? Perchè? Perchè? Perchè? E’ un giornale che sta dalla tua parte, letto dalla gente che ti vota, con giornalisti che hanno sempre scritto articoli di sinistra in una informazione completamente in mano al Governo e tu cosa fai? Attacchi l’Unità?

Veltroni dichiara:”Sono convinto che il presidente Napolitano in tutta la vicenda del cosiddetto ‘lodo Alfano’ abbia svolto con il consueto equilibrio il suo compito in una fase certamente non facile. Così come penso che, dopo l’approvazione delle Camere, la firma del provvedimento sia stata un atto dovuto».

Ma che cosa dici? Napolitano non deve svolgere il suo compito con equilibrio, non deve, deve svolgere il suo compito proteggendo la Costituzione e i suoi valori contro il tentativo di stracciarla per interessi personali. Poi caro Veltroni, capisco che tu conosca poco il diritto costituzionale e il funzionamento dello Stato visto che non sei neanche laureato e hai preso il diploma di istruzione secondaria superiore rilasciato dall’Istituto professionale di stato per la cinematografia e televisione ma la firma non è un atto dovuto, è un istituto per difendere la carta costituzionale da provvedimenti incostituzionale.

Poi continua…

«Manteniamo questa ferma convinzione sull’operato del Presidente, senza con questo rinunciare in alcun modo al nostro giudizio negativo sul lodo Alfano, e anche all’idea che, una materia di questa delicatezza, la maggioranza avrebbe fatto bene ad affrontarla con una legge costituzionale e non con un provvedimento ordinario fatto approvare in maniera tanto frettolosa da apparire autoritaria»

Cosa stai dicendo caro Topo Gigio? Non hai ancora capito che sei all’opposizione? Tu devi criticare in modo duro e deciso i provvedimenti fatti solo per parare il fondo schiena a Berlusconi, il problema di un provvedimento di questo genere è che sembra autoritario? Il problema secondo te è che il Lodo Alfano sembri autoritario? Non ci potevo crede quando ho letto questo articolo, sono tutt’ora allibito da come si possa dire certe cose.

Walter (o Uolter come dicono molti), hai fallito su tutto il campo e stai continuando e creare danni alla sinistra italiana e all’Italia intera. Non è il tuo mestiere quello che stai cercando di fare, apri gli occhi e esci ogni tanto dal loft a Roma e prova a scendere in piazza per sentire quello che vuole la gente. Ti pago io la vacanze, ovunque tu voglia però però vattene, per favore smettila e lascia la politica, trovati un lavoro onesto come la tanta buona gente che inizialmente ha riposto le speranza di vedere un’altra Italia nel PD e tu sei riuscito a disiluderli.

La costituzione di plastica

Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Appendo tornato dall’università, contento di aver passato l’esame di diritto Costituzionale, mi imbatto in video di questo genere; dopo aver bene realizzato ciò che è successo mi sale subito una grande tristezza. L’Assemblea Costituente aveva scritto una delle più belle costituzioni della storia; riuscendo a trovare un eccellente compromesso tra le varie libertà e i vari doveri dei cittadini.

Proprio alcuni appartenenti alle forze dell’ordine, li quali dovrebbero salvaguardare i diritti costituzionali sono i primi, in alcuni casi a impedire di esercitare i diritti fondamentali, come a Napoli e come a Genova durante il G8.

Proprio coloro che sono in parlamento e al governo per fare delle leggi in conformità al dettato costituzionale, sono i primi a creare lodi e decreti in palese contrasto.

Proprio colui che è a capo del governo si sottrae a principio costituzionale del giudice naturale, mediante avocazioni e ricusazioni pur di non farsi processare. (Avrà per cosa qualcosa da nascondere? lo decideranno i giudici)

Proprio colui che è al quirinale, il quale è pagato da noi per far rispettare la costituzione, firma tutti i provvedimenti in modo cieco.

Con ciò scatta automaticamente la domanda:” A che cosa serve la Costituzione”???

(a parte far trombare Bonfi all’esame di costituzionale e a pagare lo stipendio al buon Prof. Angiolini) :D

Cento costituzionalisti contro il lodo Alfano

I sottoscritti professori ordinari di diritto costituzionale e di discipline equivalenti, vivamente preoccupati per le recenti iniziative legislative intese: 1) a bloccare per un anno i procedimenti penali in corso per fatti commessi prima del 30 giugno 2002, con esclusione dei reati puniti con la pena della reclusione superiore a dieci anni; 2) a reintrodurre nel nostro ordinamento l’immunità temporanea per reati comuni commessi dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Presidenti di Camera e Senato anche prima dell’assunzione della carica, già prevista dall’art. 1 comma 2 della legge n. 140 del 2003, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 24 del 2004, premesso che l’art. 1, comma 2 della Costituzione, nell’affermare che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, esclude che il popolo possa, col suo voto, rendere giudiziariamente immuni i titolari di cariche elettive e che questi, per il solo fatto di ricoprire cariche istituzionali, siano esentati dal doveroso rispetto della Carta costituzionale, rilevano, con riferimento alla legge di conversione del decreto legge n. 92 del 2008, che gli artt. 2 bis e 2 ter introdotti con emendamento a tale decreto, sollevano insuperabili perplessità di legittimità costituzionale perché: a) essendo del tutto estranei alla logica del cosiddetto decreto-sicurezza, difettano dei requisiti di straordinaria necessità ed urgenza richiesti dall’art. 77, comma 2 Cost. (Corte cost., sentenze n. 171 del 2007 e n. 128 del 2008); b) violano il principio della ragionevole durata dei processi (art. 111, comma 1 Cost., art. 6 Convenzione europea dei diritti dell’uomo); c) pregiudicano l’obbligatorietà dell’azione penale (art. 112 Cost.), in conseguenza della quale il legislatore non ha il potere di sospendere il corso dei processi, ma solo, e tutt’al più, di prevedere criteri – flessibili – cui gli uffici giudiziari debbano ispirarsi nella formazione dei ruoli d’udienza; d) la data del 30 giugno 2002 non presenta alcuna giustificazione obiettiva e razionale; e) non sussiste alcuna ragionevole giustificazione per una così generalizzata sospensione che, alla sua scadenza, produrrebbe ulteriori devastanti effetti di disfunzione della giustizia venendosi a sommare il carico dei processi sospesi a quello dei processi nel frattempo sopravvenuti; rilevano, con riferimento al cosiddetto lodo Alfano, che la sospensione temporanea ivi prevista, concernendo genericamente i reati comuni commessi dai titolari delle sopra indicate quattro alte cariche, viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all’obbligatorietà dell’azione penale, anche e soprattutto l’art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini “sono eguali davanti alla legge”.

Osservano, a tal proposito, che le vigenti deroghe a tale principio in favore di titolari di cariche istituzionali, tutte previste da norme di rango costituzionale o fondate su precisi obblighi costituzionali, riguardano sempre ed esclusivamente atti o fatti compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni. Per contro, nel cosiddetto lodo Alfano la titolarità della carica istituzionale viene assunta non già come fondamento e limite dell’immunità “funzionale”, bensì come mero pretesto per sospendere l’ordinario corso della giustizia con riferimento a reati “comuni”.

Per ciò che attiene all’analogo art. 1, comma 2 della legge n. 140 del 2003, i sottoscritti rilevano che, nel dichiararne l’incostituzionalità con la citata sentenza n. 24 del 2004, la Corte costituzionale si limitò a constatare che la previsione legislativa in questione difettava di tanti requisiti e condizioni (tra cui la doverosa indicazione del presupposto – e cioè dei reati a cui l’immunità andrebbe applicata – e l’altrettanto doveroso pari trattamento dei ministri e dei parlamentari nell’ipotesi dell’immunità, rispettivamente, del Premier e dei Presidenti delle due Camere), tali da renderla inevitabilmente contrastante con i principi dello Stato di diritto.

Ma ciò la Corte fece senza con ciò pregiudicare la questione di fondo, qui sottolineata, della necessità che qualsiasi forma di prerogativa comportante deroghe al principio di eguale sottoposizione di tutti alla giurisdizione penale debba essere introdotta necessariamente ed esclusivamente con una legge costituzionale.
Infine, date le inesatte notizie diffuse al riguardo, i sottoscritti ritengono opportuno ricordare che l’immunità temporanea per reati comuni è prevista solo nelle Costituzioni greca, portoghese, israeliana e francese con riferimento però al solo Presidente della Repubblica, mentre analoga immunità non è prevista per il Presidente del Consiglio e per i Ministri in alcun ordinamento di democrazia parlamentare analogo al nostro, tanto meno nell’ordinamento spagnolo più volte evocato, ma sempre inesattamente.